abstract vol 81 : 1

Marco Fornerone, «Considera l’ippopotamo» (Giob. 40,15). Metodo ed esegesi per una «teologia degli animali»

Nel quadro di un contributo esegetico all’urgente ripensamento del rapporto dell’animale umano con quelli non umani e con il resto del pianeta, l’articolo esplora le modalità con cui studiare le menzioni degli animali non umani nella Bibbia ebraica, partendo dal caso del ḅəhēmôt in Giobbe 40,15-24. Le ragioni esegetiche della sua identificazione con l’ippopotamo sono approfondite attingendo al contributo dell’archeozoologia, della comparazione dei testi e dell’archeologia visuale. Ne derivano una conferma dell’interesse del metodo di indagine e una comprensione più articolata di come a partire dall’ippopotamo si sia costruito il ḅəhēmôt come simbolo degli aspetti caotici della realtà, sfumando il confine tra l’idea di animali reali e mitologici.

Franco Chiarini, Ancora sull’innodia metodista in Italia. Il reverendo Jones dall’hymn book al tune book

L’articolo ripercorre il lavoro del pastore metodista Thomas Jones, giunto a Napoli nel 1863 e per lunghi anni sovrintendente della missione metodista wesleyana per l’Italia meridionale, volto a realizzare e diffondere alcune raccolte di canti comunitari per le chiese metodiste che si andavano costituendo. Sulla scorta di alcune lettere inviate nel 1870 da Jones alla Società missionaria metodista londinese, è possibile seguire le sue iniziative per la pubblicazione prima di una raccolta di soli testi e pochi anni dopo anche di musiche; per quest’ultima, in particolare, Jones si avvalse della collaborazione di tre musicisti: F. Festa, membro della chiesa metodista napoletana, F. Frabscha e A. Zingaropoli, a vario titolo presenti e attivi nella vita musicale napoletana all’indomani dell’Unità. Viene anche delineata la presenza dei testi e delle melodie raccolti da Jones in alcuni innari evangelici del periodo e le sue iniziative per la realizzazione di innari in una prospettiva rivolta non solo alle chiese metodiste ma all’evangelismo italiano di fine Ottocento.

Sergio Rostagno, Come agape sia insieme iperbole e normalità

Amore e agape: i due termini possono esser confusi uno con l’altro. Questo contributo cerca di dire il senso della loro differenza a partire dalla cristologia. Due linee si sono delineate nel corso dei secoli. L’articolo vi lega il senso dell’agape sotto l’aspetto tanto speculativo che pratico. Infine discute una posizione di Paul Ricœur riguardo all’amore che non attende di ricevere nulla in cambio. E ribadisce il rapporto esclusivo-inclusivo tra cristologia e agape.

Fulvio Ferrario, Grammatica della speranza cristiana. Nuovi contributi sull’escatologia

L’articolo, riallacciandosi a una precedente rassegna apparsa in questa sede (“Protestantesimo” 1/2023, pp. 24-44), esamina alcune pubblicazioni recenti, italiane e internazionali, relative all’escatologia cristiana. I lavori, benché di genere assai diverso (una monografia, un volume nato da un convegno, due opere a più voci) evidenziano alcune tendenze comuni: particolarmente importante è il tema dell’immaginario relativo al tempo escatologico, necessario per articolare in termini coerenti la grammatica della speranza cristiana.